La rivoluzione digitale nel mondo dell’arte

Anche nel mondo dell’arte la rivoluzione digitale sta dando i suoi frutti.

Qualcuno, più tradizionalista, storce il naso.

Ogni tanto ricevo delle email o dei commenti sul mio account Instagram dove il mio entusiasmo per il mercato dell’arte online viene duramente criticato:

“Online non si possono trovare veri artisti e vere opere d’arte. Al massimo del buon artigianato. Un vero artista non venderebbe mai i suoi lavori online. E i veri artisti non hanno bisogno di utilizzare i social media per parlare di sé.”

Ma ne siamo proprio sicuri?

 

CHE COSA STA SUCCEDENDO DAVVERO?

Non credo che questa tesi sia appoggiata da Christie’s, che nel 2018 ha fatturato 250 milioni di dollari grazie alle vendite online. E neppure da Sotheby’s, che l’anno scorso ne ha fatturati 220 solo grazie alle vendite tramite web.

È inoltre interessante notare come il prezzo delle opere vendute online, sebbene nella maggior parte dei casi sia al di sotto dei 5000 dollari, col passare degli anni stia raggiungendo valori sempre più alti.

Se prendiamo in considerazione tutte le opere vendute ad un prezzo maggiore di 1 milione di dollari nel 2018, l’8% è stato venduto online (mentre nel 2016 nessuna).

Nel complesso il valore totale delle vendite di opere d’arte online ha raggiunto i 6 miliardi di dollari, registrando una crescita dell’11% rispetto al 2017 (tutti i dati sono tratti dal report “The art market 2019” di Art Basel & UBS).

 

 

LA RIVOLUZIONE DIGITALE DEL MERCATO DELL'ARTE

Nel suo libro ”Bolle, baraonde e avidità” Donald Thompson parla del parallelismo, proposto dallo speculatore d’arte di Los Angeles Stefan Simchowitz, tra il mondo dell’arte online e il luteranesimo.

Martin Lutero rivoluzionò il mondo cristiano sostenendo che i fedeli non avessero bisogno dell’intercessione di un prete, di un vescovo o del Papa per pregare ed entrare in contatto con Dio. 

Allo stesso modo, Simchowitz sostiene che anche nel mondo dell’arte ora sia possibile evitare qualsiasi intermediario: basta avere una connessione internet per cercare online  quali opere d’arte sono disponibili, quelle che sono state acquistate e a quale prezzo.

In particolare sostiene che oggi come oggi

Su Instagram si può visualizzare una quantità di opere talmente smisurata che nessun mercante potrebbe mai metterla assieme

 

IL RUOLO DI INSTAGRAM

Ed è proprio Instagram, che nel gennaio 2019 ha superato il miliardo di utenti, il social media che fa la parte del leone nel nuovo mondo dell’arte online.

Secondo l’”Hiscox online art trade Report 2019”  nel 2017 Instagram ha superato Facebook come piattaforma social di riferimento per il mondo dell’arte ed è utilizzata da chi compra opere d’arte in queste percentuali:

  • 80% per scoprire nuovi artisti
  • 79% per seguire gli artisti che già conosce
  • 75% per scoprire che cosa è di tendenza
  • 75% per cercare nuove opere da acquistare
  • 34% sostiene che Instagram ha un impatto sempre maggiore sulle sue decisioni di acquisto

 

 

Per quanto riguarda le gallerie secondo il report l’89% utilizza attivamente i social media, e il 75% utilizza Instagram per promuovere gli artisti che rappresentano. Il 54% di queste gallerie ritiene che Instagram sia la la piattaforma social più efficace per la vendita e per individuare nuovi acquirenti.

Tutti questi dati ci fanno capire come i social media, e Instagram in particolare, non siano più uno strumento di ripiego per artisti dilettanti che non hanno saputo farsi strada nel “vero” mondo dell’arte come qualcuno si ostina a sostenere.

Sono invece lo strumento prediletto di una nuova generazione di artisti e di collezionisti.

Sono uno strumento di democratizzazione e di diffusione dell’arte: ogni giorno milioni di artisti possono condividere le loro opere con milioni di appassionati e di collezionisti e possono ritagliarsi un loro spazio di mercato. 

 

NUOVE OPPORTUNITÀ PER GLI ARTISTI

Con le loro doti e con la loro bravura gli artisti hanno la possibilità di farsi conoscere, vendere, crescere, bypassando le tradizionali regole del mercato dell’arte che non è certo famoso per la sua trasparenza (in fatto di “opacità” il mercato dell’arte viene spesso paragonato al mercato delle armi e della prostituzione!).

Certo, non basta pubblicare qualche foto dei propri lavori su Instagram per diventare i nuovi Jeff Koons del mondo dell’arte 2.0.

Il talento, la determinazione, la capacità di comunicare ed emozionare con la propria arte sono sempre e comunque i fattori discriminanti.

Ma si è aperta davanti agli artisti, ai collezionisti e agli appassionati d’arte una nuova era che permette a tutti di vivere la propria passione in un modo nuovo.

E di giocarsi le proprie carte.

 

Questo articolo è tratto dall'introduzione del catalogo ARTISTS IN THE SOCIAL MEDIA ERA che puoi scaricare qui.

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