Sindrome dell’Artista Povero: ecco i 7 sintomi

Hai mai sentito parlare della Sindrome dell’Artista Povero?

Ovviamente non è una malattia, ma è un modo di pensare, una vera e propria mentalità che è comune a molti artisti (e spesso, purtroppo, anche alle persone che li circonadano) secondo cui un artista è destinato a rimanere povero.

O peggio ancora, un vero artista DEVE ESSERE POVERO! Altrimenti è solo una persona che ha venduto la sua anima al sistema…

In realtà la maggior parte delle persone non pensa che essere un artista sia un lavoro.

 

"Sei un artista, quindi devi essere povero."

 

FARE L'ARTISTA È UN LAVORO

Vi è mai capitato di rispondere alla domanda “Che lavoro fai?” con “Sono un artista”?

Pensate alla faccia di chi avevate davanti e alle risposte che avete ricevuto…

“Quando troverai un vero lavoro?”

“Artista? Beh allora sei destinato a rimanere povero.”

“No scusa intendevo chiederti qual è il tuo vero lavoro.”

E chi più ne ha più ne metta.

Bene, udite udite: FARE L’ARTISTA È UN LAVORO. E come in tutti i lavori bisogna applicarsi, fare fatica, impegnarsi, imparare, studiare, migliorarsi e anche…. ESSERE PAGATI! Pensa un po’.

 

I 7 SINTOMI DELLA SINDROME DELL'ARTISTA POVERO

Vediamo ora insieme quali sono i 7 “sintomi” della Sindrome dell’Artista Povero e cerca di capire se anche tu ne “soffri” o se ti riconosci in qualcuno di questi punti:

 

  1. ESSERE POVERO FA DI ME UN VERO ARTISTA. Molti artisti rifiutano letteralmente di pensare a cose come il marketing, il business plan, le strategie di comunicazione. Occuparsi di queste cose li fa sentire come “contaminati” e meno artisti. Ricordati invece che molti artisti geniali erano anche degli ottimi imprenditori di se stessi. Pensa a Picasso, Michelangelo, Rembrandt: sapevano gestire alla grande la loro attività e questo non li ha resi meno bravi. Anzi.

 

  1. NON HO BISOGNO DI IMPARARE NULLA AL DI FUORI DELL’ARTE. È bellissimo avere una grande passione, ed è fantastico dedicarsi ad essa con tutte le proprie forze, ma è fondamentale acquisire gli strumenti che ti permettono di dedicarti ad essa con maggiore libertà. Se guadagni con la tua arte avrai tutte le risorse (come il tempo e il denaro) per coltivarla al meglio. Se non hai una lira come puoi dedicarti all’arte a tempo pieno? Ora come ora non puoi sperare nel gallerista illuminato che ti sostiene: quello è un modello che oggi sta scomparendo. Lo sai che la maggior parte delle gallerie fatica a chiudere l’anno con un bilancio positivo? Il mondo sta cambiando anche nel mercato dell’arte e se vuoi prosperare devi tenerti al passo. In che modo? Impara a vendere, a comunicare, a promuoverti.

 

Tutti gli artisti sono imprenditori, solo che nessuno gliel’ha mai detto.

Lisa Phillips

 

  1. VENDERE È MALE. Chissà perché molti artisti vedono il fatto di vendere un’opera quasi come una cosa brutta. Qualche giorno fa ho acquistato un quadro da una giovane artista che quasi era imbarazzata nell'accettare il fatto che glielo pagassi. Mi ringraziava continuamente, come se le avessi fatto un favore… allora le ho detto: “Se andiamo al bar a bere un caffé, alla cassa come si comporta la barista? Si dilunga in ringraziamenti come se avessimo fatto un’opera di bene o incassa e ringrazia cortesemente come se fosse la cosa più normale del mondo? E tu come ti sentiresti a pagare? Come se fosse una cosa ovvia e normale: hai ricevuto un servizio quindi è giusto che lo paghi.” E se questo vale per la barista, il parrucchiere, l’insegnante, lo psicologo, il manager, l’operaio, perché non dovrebbe valere per un artista?

 

  1. IL DENARO È MALE. Il denaro è solo uno strumento. Una persona che ammiro molto e con cui ho studiato business e finanza un giorno ha detto una cosa che mi ha colpito molto: il denaro è solo un amplificatore di quello che noi siamo. Se siamo persone buone con molto denaro amplificheremo il bene che facciamo, se siamo degli st…zi con tanto denaro faremo ancora più st…ate. Non è il denaro che rende buoni o cattivi. Pensa ad un coltello: puoi usarlo per affettare il pane o per ferire qualcuno. Il denaro è la stessa cosa: solo uno strumento. Avere del denaro non farà di te una persona peggiore.

 

"Artista povero. Aiutami per favore, Dio ti benedica."

 

  1. LA SPERANZA È IL TUO PIANO PER IL FUTURO. Una canzone dice “Chi visse sperando morì non si può dire come”… essere positivi e sperare in un futuro migliore è una cosa bellissima, ma non puoi affidare tutta la tua carriera alla speranza. Devi avere un piano d’azione serio e preciso. Insomma anche gli artisti hanno bisogno di un business plan!

 

  1. SENTO CHE DIVENTERÒ FAMOSO. Anche in questo caso il pensiero positivo è una cosa bellissima ma stai attento che può essere una lama a doppio taglio. Sperare che improvvisamente un giorno diventerai ricco e famoso e il mondo riconoscerà il tuo genio è piuttosto irrealistico. La carriera te la costruisci con il lavoro, la perseveranza, la tenacia e il costante sforzo di migliorarti. That’s it.

 

  1. NON HO BISOGNO DELLA TECNOLOGIA. Alcuni artisti pensano che essere presenti sui canali social e in genarale sul web sia sminuente. Qualunque sia il tuo pensiero sappi che il mondo è cambiato e va avanti anche senza di te. Oggi come oggi se non sei on-line sei praticamente invisibile. Può non piacerti, ma se vuoi essere sul mercato attualmente esso funziona così. E questo discorso vale per tutte le professioni ovviamente, non solo per gli artisti.

 

Eccoci arrivati alla fine.

Che dici, ti riconosci in qualcuno dei sintomi della Sindrome dell’Artista Povero?

E quando dici che di lavoro fai l’artista, che risposte ti sei sentito dare?

Scrivile nei commenti!

15 Commenti

    1. Stefania Monopoli

      Ormai è proprio impensabile voler vendere le proprie opere senza internet… eppure ci sono ancora molti artisti (anche giovani) che non sfruttano questo strumento!

      1. Andrea Cossu

        La soddisfazione più grande è stata quando ho portato a mano i quadri all’ufficio postale per la spedizione…e la gente mi ha visto passando per la piazzetta del paese dove abito . Anche coloro che anni prima avevano storto il muso al fatto che io mi fossi dedicato all’arte . Fra di loro c’era anche il marito di una signora che aveva detto che quello che facevo era perdita di tempo..il tempo mi ha dato ragione alla fine…..

  1. Andrea Cossu

    Riguardo la sindrome dell’artista povero…facciamo un esempio ..quello di Michele Cascella —-ebbene lui visse interamente della sua arte..perché piaceva e ..VENDEVA. Addirittura si poteva permettere di alzare a dismisura i prezzi dei suoi lavori per non darli a persone sgradite ( Aggiungo che nella sua casa studio di Milano aveva un caveau dove custidiva i suoi lavori più preziosi) . Lo stesso di Maurice Utrillo ..che ebbe sì una vita difficile per l’alcool (da cui si disintossicò tra l’altro)..però visse interamente della sua arte ed ebbe dei funerali quasi da uomo politico ( su youtube c’è la cerimonia –se non erro) . Altra persona che visse della sua attività di pittore è André Hambourg ..che dipinse fino all’ultimo ed ottenne tantissimi riconoscimenti dallo stato francese fino a diventare pittore ufficiale della marina militare oltre che ad diventare apprezzatissimo negli USA per i suoi dipinti impressionisti ” contemporanei” . Quella dell’artista povero è una grande bufala in tutti i sensi…..

    1. Stefania Monopoli

      Grazie Andrea per gli esempi che hai riportato. Non conoscevo i retroscena di questi artisti, utilizzerò i tuoi esempi per qualche futuro articolo. Grazie per i tuoi contributi molto arricchenti.

  2. marco

    sonò d’accordo su tutto, non ho un sito , ma una pagina https://m.facebook.com/marco.nasti.art/ ed anche un profilo instagram .
    quello che mi manca però è il confronto diretto con le persone infatti non riesco a capire se sarebbero disposti a cacciare soldi per comprare quello che faccio..
    per farmi conoscere ho partecipato a diversi eventi e mostre , ma inizio ad essere anche stufo , avvolte sembra quasi che la maggior parte siano interessati più alla tua iscrizione che alla tua promozione..non so cosa fare..
    inizio a stufarmi ed ad essere demotivato..
    Nasti Marco

    1. Stefania Monopoli

      Ciao Marco, purtroppo ultimamente nel mondo di gallerie/eventi si punta più ad affittare spazi per fare cassa che a promuovere realmente gli artisti. È per questo che ora un artista deve imparare a promuoversi da sé e crearsi un vero e proprio business. Diciamo che solo dipingere non basta più, bisogna saper comunicare, vendere, pianificare,ecc. Internet ci offre degli strumenti potentissimi per creare la nostra attività, ma in ogni caso i risultati non sono immediati. Occorre avere una strategia mirata e tanta perseveranza. Hai mai provato a rivolgerti ad un mercato internazionale? L’Italia purtroppo è un po’ stagnante ultimamente e qui gli artisti hanno vita piuttosto dura…

      1. marco

        Ciao Stefania, la verità ci ho pensato, ci sono galleristi che mi conoscono dalla pagina che mi hanno anche offerto l’opportunità di poter esporre nelle loro gallerie , ma sinceramente quando qualcuno vuole i miei lavori senza nemmeno dargli un occhiata da vicino, be questo mi rimane un po’ perplesso

        1. Stefania Monopoli

          Sicuramente non sono tutti degli opportunisti, ma è vero che in Italia (e non solo) non è un bel periodo per le gallerie e la maggior parte di esse fatica a chiudere anche solo con un bilancio in pari… molti artisti che conosco hanno avuto la tua stessa sensazione. E ho conosciuto persone che lavorano nelle gallerie che sono super pressate dai proprietari per far quadrare i conti a discapito del rapporto con gli artisti e con i clienti… Diciamo che è un periodo difficile su tutti i fronti.

          1. marco

            io lo capito, infatti non mi sento di incolpare nessuno , anche se comunque sono convinto che c’è chi specula …
            Ti volevo ringraziare per l’interesse e trovo molto interessante quello che dici .
            Spero che hai avuto un po’ modo di vedere quello che faccio è che un pochino sia stato di tuo interesse .
            Comunque farò tesoro dei tuoi consigli e cercherò di autopromuovermi con un po’ di impegno in più.
            alla prossima Stefania è stato un piacere.
            ps : ho scaricato anche il Workbook ed lo trovato molto interessante

          2. Stefania Monopoli

            Grazie mille, il workbook offre delle linee guida e dei suggerimenti per crearsi un’attività, poi ogni singolo punto va sviluppato col tempo. Sono contenta che ti sia utile.Ho guardato la tua pagina, le tue opere sono molto belle e sono sicura che potrai trovare un buon mercato interessato on-line. Creati una strategia per farti conoscere e dedicatici con costanza e vedrai che aumenterai le tue vendite. Buon lavoro 😉

          3. Andrea Cossu

            una sola volta ho esposto ..a Roma –per la precisione nella galleria Rosso Cinabro. Mi sono ripromesso di esporre di nuovo solo quando avrò effettuato un numero sufficiente di vendite online…..forse i galleristi cercano in questo momento di sbarcare il già pur difficile lunario beccando il polletto di turno . Su internet ( invece) ho toccato con mano che la vendita è pienamente possibile..però ci vuole molta pazienza affinché il pesce abbocchi all’amo . Scusate la durezza delle mie frasi e chiedo scusa di nuovo per le scorrettezze grammaticali degli scorsi interventi. Benvengano tutti i siti internazionali per la compravendita di opere d’arte …..altro non so o non riesco a dire…..

          4. Stefania Monopoli

            Niente scuse Andrea, i tuoi interventi sono sempre molto mirati, arricchiscono molto il blog e la tua esperienza è di aiuto a tanti artisti che stanno provando a trovare metodi alternativi per vendere le proprie opere. Grazie di nuovo.

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