Lavorare con altri artisti: ecco perché dovresti farlo anche tu

Uno dei miti che caratterizza la figura dell’artista è quello del genio solitario. (Un altro mito è quello dell’artista povero che puoi trovare qui).

L’artista ha l’ispirazione come un fulmine che cade dal cielo, inviato direttamente dagli dei, e poi passa tutto il suo tempo da solo e tormentato nel suo studio a realizzare l’opera.

 

 

Poi, una volta terminata, mostra al pubblico il suo capolavoro.

Come dice Austin Kleon: 

Secondo il mito del genio solitario, la creatività è un gesto antisociale, che solo pochi grandi figure possono compiere: per lo più uomini del passato, con nomi come Mozart, Einstein o Picasso. A tutti gli altri, non resta che ammirare a bocca aperta i loro trionfi. 

In realtà non è così, se andiamo a osservare con maggiore attenzione alla storia, scopriamo che molti dei grandi artisti del passato facevano parte di una vasta scena di persone che si sostenevano vicenda, osservando luna il lavoro dell'altra, copiando l'una dall'altra, rubando e offrendo idee.

Pensiamo solo alle corti rinascimentali (come quella della famiglia de’Medici a Firenze), o alle grandi botteghe del passato (cito ad esempio quella del Verrocchio che ha formato artisti del calibro di Leonardo da Vinci, Perugino e Botticelli).

Lavorare con gli altri è importantissimo per trovare ispirazione, confronto, supporto e anche conforto. 

Ci può ispirare nuove idee, possiamo avere qualcuno che ci critica costruttivamente durante la realizzazione di un’opera, possiamo ricevere sostegno durante i momenti di difficoltà e sconforto.

 

 

Oppure possiamo anche solo sederci tutti insieme intorno a un tavolo a bere caffé durante i momenti di pausa chiacchierando o, perché no, discutendo.

È questo quello che ho trovato in un posto bellissimo, affascinante e forse un po’ troppo nascosto che ho avuto l’onore di visitare qualche giorno fa.

Sto parlando dello Spazio InART di Trissino in provincia di Vicenza. Uno spazio condiviso per artisti.

L’idea è nata nel 2000 da Bettina Galiotto e ha trovato la sua attuale collocazione nel 2006.

Bettina (vedi il suo profilo IG e FB) è la fondatrice e l’anima di questo spazio condiviso, è una donna vulcanica, piena di idee, coinvolgente, accogliente e talentuosa.

Creare questo spazio è stato per lei un modo per permettere ad artisti e creativi di avere un posto dove lavorare ma soprattutto conoscersi, confrontarsi e contaminarsi l’un con l’altro. 

Uno dei suoi obiettivi è quello di dar modo agli artisti di superare la chiusura, che troppo spesso li caratterizza, dettata dalla paura che “qualcuno possa rubare la mia idea” per scoprire invece quanto è arricchente e stimolante la contaminazione a cui inevitabilmente si va incontro lavorando in uno spazio condiviso.

E lo Spazio InART è una conferma di questo suo pensiero.

Ogni angolo, ogni oggetto, ogni dettaglio è una piccola opera d’arte e tutto l’ambiente trasmette un’energia positiva che ti fa subito venire la voglia di fermarti lì e metterti a creare qualche cosa.

 

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Oltre a Bettina e ai suoi bellissimi lavori di decorazione di interni e di arredamento (che realizza su misura per ogni singolo cliente), lo Spazio InART ospita il laboratorio di Gigi (vedi il suo profilo IG e FB), creatore delle Fatì-shirt, le bellissime magliette realizzate stampando degli oggetti di uso quotidiano.

C’è poi Patrizia Maule, creatrice di PATA Design che realizza dei gioielli in resina spettacolari, e lo studio di Fabio Refosco (vedi il suo profilo IG e FB), artista che realizza opere meravigliose utilizzando delle vere e proprie “bolle” di colore che vanno a imprimersi su un supporto dando vita a creazioni dal grande impatto visivo ed emotivo.

Oltre a loro, che sono gli ospiti fissi dello spazio InART, ci sono anche tanti altri artisti di passaggio che rendono questo ambiente ancora più effervescente e stimolante.

Durante la mia visita ho conosciuto la giovanissima artista Nicole Roncolato (vedi il suo profilo IG e FB) e ho ammirato alcuni dei suoi quadri che rivelano al primo colpo d’occhio il suo spiccato talento.

Non mancano neppure gli studenti liceali che hanno scelto di svolgere il loro stage formativo proprio in questa realtà, come la giovanissima Chiara che ho avuto la fortuna di incontrare durante la mia visita.

Insomma, lo Spazio InART è la prova concreta che l’unione fa la forza, anche nell’arte. E che scegliere di condividere il proprio cammino con dei compagni di viaggio porta dei risultati meravigliosi.

Quindi se sei un artista che lavora “in solitaria” ti invito a provare ad avvicinarti a realtà come quella  dello Spazio InART, anche solo per dare un’occhiata e vedere se può fare per te.

Magari ce n’è una proprio vicino a casa tua!

Consiglio invece a tutti, artisti e non, di visitare lo Spazio InART.

La bellezza del posto, la qualità dei lavori e, soprattutto, il calore dei suoi abitanti vi ripagherà pienamente del viaggio.

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